È fuor di dubbio come negli ultimi anni un settore, più di altri, abbia riscontrato il crescente interesse da parte dei risparmiatori di tutto il mondo: la green economy. Dopo decenni in cui il business ha avuto su qualsivoglia motivazione etica, lasciandoci un mondo inquinato e a lungo termine a rischio sostenibilità, la domanda che tutti ora si pongono è la seguente: è possibile fare business ponendo come tema centrale il rispetto dell’ambiente?
In base a quanto emerso in questi ultimi cinque anni, la risposta non può che essere affermativa. E l’attenzione al mondo ESG, di cui la Green Economy fa la parte del leone, è in netto e costante aumento. Basti pensare al “Recovery Fund”, il piano di sostegno istituito dall’Unione Europea per combattere i segni profondi lasciati dal Covid, che prevede lo stanziamento di quasi il 50% delle risorse in investimenti afferenti al comparto ESG.
“Recovery Fund” e “Green Deal” possono dare ulteriore impulso alla Green Economy
Questo dato, estremamente concreto e tangibile perché si parla di soldi “veri”, fa ben intendere come l’attenzione di governi ed imprenditori sia estremamente elevata, grazie anche alla maggior sensibilità verso queste tematiche dimostrata dall’attuale società. Basti pensare, ad esempio, all’ambizioso progetto “Green Deal” dell’Unione Europeo, che si è posta l’obiettivo di azzerare totalmente le emissioni inquinanti entro il 2050,
Investire nella green economy, quindi, può essere un buon affare, viste gli importanti margini di crescita che sono ancora presenti in questo comparto. I maggiori esperti del settore finanziario, infatti, sono concordi nel vedere questo settore come quello – al pari del comparto sanitario (healthcare) – in grado di poter fornire le maggiori soddisfazioni nel decennio che stiamo attualmente vivendo, segnato profondamente dal covid.
Ad oltre un anno e mezzo dalla comparsa del virus, oltretutto, alcuni scienziati sostengono che possa esistere una correlazione tra la diffusione del covid19 e l’inquinamento: il propagarsi del virus, infatti, è risultato molto più veloce nelle aree più contaminate. Studi scientifici definitivi, in tal senso, non sono stati ancora stilati. Ma il dubbio serpeggia in più di uno scienziato.
Resta del tutto evidente, tuttavia, come un ambiente migliore consenta a tutti i cittadini del pianeta di vivere meglio, di lasciare ai propri figli un mondo migliore e più sostenibile dal punto di vista climatico. La Green Economy, quindi, è necessaria, qualcosa di ineluttabile, di cui la nostra società, nel suo complesso, non può farne assolutamente a meno.
L’indice delle energie rinnovabili cresce del 62% nel 2020
Oltre al prioritario aspetto riguardante le emissioni nocive, va ricordato come le fonti fossili siano destinate inevitabilmente ad esaurirsi. Non c’è da stupirsi, di conseguenza, se anche i più importanti trader presenti sui listini borsistici, abbiano volto il proprio sguardo verso i titoli inseriti nel mondo della Green Economy.
Basti guardare alla crescita dell’IREX Index, l’indice che raggruppa tutte le società operanti nel settore delle energie rinnovabili presenti sulla Borsa di Milano, che continua imperterrita la sua crescita dopo aver fatto registrare uno sbalorditivo +62% nel corso del 2020, in netta antitesi con quanto accaduto alla maggior parte dei settori industriali.
Il modo migliore per approcciare al mondo della Green Economy resta il trading online, che consente di allocare le proprie risorse finanziarie tramite i dispositivi remoti di più larga fruizione, come smartphone, pc o tablet e, soprattutto, fornisce all’utente la possibilità di poter diversificare adeguatamente i propri risparmi.
Nell’attuale contesto macroeconomico e finanziario, dove il risparmiatore si chiede se il Trading in Bitcoin conviene? o se il mercato azionario può regalare ancora degli spunti interessanti, diversificare ampliando la proprio esposizione sul comparto della Green Economy potrebbe risultare una mossa vincente.